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granito

sm. [sec. XVI; pp. di granire2]. Roccia ignea intrusiva, acida, a struttura granulare olocristallina tipica, detta appunto anche granitica, formata soprattutto da feldspati alcalini, con prevalenza del feldspato potassico (ortoclasio o microclino) sui plagioclasi, e da quarzo. In relazione ai valori dei rapporti quantitativi tra i diversi feldspati si distinguono numerose varietà litologiche; inoltre vengono considerati come graniti in senso lato altre rocce persiliciche come le monzoniti quarzifere o adamelliti e le granodioriti. Componenti essenziali sono: feldspati (fino al 65% in volume, soprattutto ortoclasio, che può essere parzialmente sostituito da microclino o raramente da anortoclasio, e plagioclasio, per lo più albite e oligoclasio, quarzo (10-30% in volume, spesso con abbondanti inclusioni solide – aghetti di rutilo – e liquide – essenzialmente acqua), biotite (fino al 25% in volume) e a volte muscovite, pirosseni (egirina, egirina-augite) e anfiboli (orneblende). Componenti accessori abituali sono zircone, apatite, magnetite e pirite; più rari titanite, ilmenite, granati e tormaline. I graniti che non contengono, o quasi, plagioclasio vengono detti alcalini; diversamente si dicono alcali-calcici o, per la loro notevole diffusione graniti comuni. Questi ultimi comprendono diverse varietà: se contengono come mica la sola biotite si dicono granititi (sono i graniti più diffusi e in Italia tra i più noti si annoverano il granito rosa di Baveno, il granito bianco del Montorfano, i graniti di Alzo, del monte Capanne, delle isole di Caprera e della Maddalena, ecc.); se invece presentano biotite e muscovite assieme si dicono graniti a due miche, come il granito di San Fedelino (Novate Mezzola). I graniti alcalini, o sodici, sono caratterizzati da maggior tenore in feldspati alcalini e dalla presenza accessoria di anfiboli sodici (riebeckite, arfvedsonite) e anche di pirosseni sodici (egirina). Rari nelle Alpi, sono invece ben rappresentati per esempio in Norvegia e nel Madagascar. La eventuale presenza significativa di alcuni componenti femici, dovuta a fenomeni di autometasomatismo, viene precisata con adatta specificazione: si hanno così graniti anfibolici, pirossenici, iperstenici, ecc. (charnockite, luxullianite, greisen, rapakivi). Graniti a struttura granulare normale ma contenenti feldspati alcalini in fenocristalli sono indicati come graniti porfirici; graniti con tenore dei componenti femici al di sotto della media si dicono leucograniti per l'accentuata colorazione chiara. I graniti costituiscono sia masse enormi (batoliti, ammassi) sia corpi intrusivi minori (apofisi, dicchi, sill). Le intrusioni granitiche possono risultare discordanti rispetto alla giacitura delle rocce incassanti (graniti circoscritti o graniti diapirici) o concordanti e allora attorno alla massa granitica si osserva una fascia più o meno estesa di migmatiti che fa da passaggio alle rocce incassanti sempre più o meno interessate in modo evidente da metamorfismo regionale. Relativamente all'attività tettonica si hanno graniti che si formano precedentemente, contemporaneamente o successivamente alle fasi principali di deformazione tettonica: vengono detti rispettivamente graniti antetettonici, sintettonici e postettonici; i graniti la cui messa in posto è indipendente da attività tettonica si definiscono atettonici. L'origine dei graniti è variamente interpretata in quanto sono a confronto due tesi contrastanti: le ipotesi trasformiste e l'ipotesi magmatista (vedi granitizzazione). Antichissimo è l'uso dei graniti come materiale edilizio. Di granito sono per esempio gli obelischi egizi. Attualmente i graniti trovano impiego come materiale da rivestimento, specie nell'edilizia pubblica e monumentale, nelle pavimentazioni, nelle cordonature dei marciapiedi.