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gridare

v. intr. e tr. [sec. XIII; latino quiritāre].

1) Intr. (aus. avere), alzare il tono della voce per attirare l'attenzione altrui, per far rumore, per dar libero sfogo alla propria concitazione, per minacciare o per esprimere ira, sdegno, dolore: gridare a gran voce; gridare a squarciagola; gridare allo scandalo, sollevar rumore per cosa di cui ci si dica sdegnati.

2) Tr., dire, pronunciare, chiedere ad alta voce: “Sente gridare il suo nome dalla parte del bosco” (Buzzati).

3) Proclamare, affermare, dichiarare: “I fascisti gridano che la calma sta tornando” (Ojetti). Fig., invocare, implorare ad alta voce: gridare vendetta, detto di azioni ingiuste, di crimini che aspettano la giusta punizione; scherzoso, di cose mal fatte, brutte: un quadro che grida vendetta.

4) Divulgare, render noto: gridare una notizia ai quattro venti.

5) Familiare, rimproverare, ammonire.