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hajduk

s. di area slavo-ungherese usato in italiano come sm. pl. Guerriglieri balcanici che dal sec. XV al XIX lottarono contro la dominazione ottomana. Le misure predisposte dai Turchi non portarono mai a nulla di risolutivo a causa del tipo di azioni rapide e improvvise portate dagli hajduk che sapevano sfruttare le favorevoli condizioni ambientali. In Ungheria il vocabolo hajduk nella sua evoluzione storica ha acquisito diverse accezioni. Nel Quattrocento hajduk erano chiamati i mandriani che si occupavano di accompagnare i bovini esportati dall'Ungheria. Questi in tempo di guerra erano soldati ma poi, finito il periodo delle battaglie e non essendo ancora riorganizzati i commerci, spesso diventavano ladri. All'inizio del sec. XVII inoltre il principe transilvano Stefano Bocskai fece insediare 20.000 hajduk nei suoi latifondi siti nella provincia che in seguito sarà detta Hajdú-Bihar; il termine indica così anche tale gruppo etnico stanziato in quel territorio e contemporaneamente ha il significato di sorvegliante di latifondi. Fra gli hajduk accompagnatori armati del commercio bovino venivano reclutati anche numerosi elementi balcanici; in seguito a ciò gli hajduk si diffusero nei Balcani dove il termine assunse anche il significato di “insorto contro i Turchi”. In altri Paesi europei invece, e poi nella stessa Ungheria, inservienti domestici, messi municipali, gendarmi, ecc. vestiti alla maniera degli hajduk ne assunsero anche il nome. Si ha pertanto Heiducke in Germania, heiduque in Francia, Aiducco in Italia, Zauoyk in Russia.