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iònico (chimica)

agg. (pl. m. -ci) [da ione]. Riferito agli ioni: composto ionico, composto chimico, detto anche eteropolare, nella cui molecola gli atomi sono uniti mediante legame ionico; cristalli ionici, quelli in cui le posizioni reticolari risultano occupate da ioni tenuti assieme da legami ionici; legame ionico, raggio ionico, conduzione ionica.

Atmosfera ionica

A causa delle interazioni ione-ione, una soluzione di elettroliti dovrebbe acquistare una struttura ordinata simile a quella di un cristallo ionico. Se questo non accade è perché tale tendenza ordinatrice è ostacolata dall'agitazione termica; la situazione finale è un compromesso tra la struttura del cristallo ionico e il completo disordine. Per ragioni elettrostatiche resta più alta la probabilità di trovare, nei dintorni di un certo ione, uno di carica opposta piuttosto che uno dello stesso segno, condizione che dà luogo a una struttura della soluzione non completamente casuale. Debye e Hückel, partendo da questa idea, elaborarono un modello di distribuzione continua di carica intorno a uno ione (media delle varie configurazioni di cariche discrete osservabili in un sufficiente intervallo di tempo) e a tale distribuzione applicarono le equazioni dell'elettrostatica. Ogni ione risulta così circondato da una distribuzione di carica detta atmosfera ionica o nube ionica nella quale ovviamente prevalgono cariche di segno opposto a quella dello ione centrale. Dal punto di vista dello ione centrale di carica q, l'atmosfera ionica ha l'effetto equivalente a quello di un'ipotetica distribuzione continua della carica -q su una superficie sferica centrata sullo ione. La distanza di tale superficie dallo ione (detta anche spessore dell'atmosfera ionica oppure raggio dell'atmosfera ionica o anche distanza di Debye) è una funzione nota della temperatura, della forza ionica della soluzione, della carica dello ione e della costante dielettrica del solvente. Tale struttura produce nel punto in cui è collocato lo ione un potenziale che è valutabile dall'eccesso di energia libera dovuto all'interazione elettrostatica tra lo ione e la sua atmosfera e quindi può dar conto delle deviazioni dall'idealità delle proprietà termodinamiche della soluzione. Nel caso poi in cui si consideri lo ione in moto (conducibilità, diffusione, ecc.) questo modello può spiegare le deviazioni dalla teoria di Arrhenius ed è alla base delle moderne teorie che prevedono la variazione della mobilità dello ione con la concentrazione.

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