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ibèrico

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Lessico

agg. (pl. m. -ci).

1) Degli Iberi, dell'Iberia: popolazioni iberiche; Penisola Iberica. Come sm., lingua parlata dagli Iberi.

2) Della Spagna attuale, spagnolo; per estensione, che si riferisce a tutta la Penisola Iberica: sierre iberiche; coste iberiche.

Arte

È detta arte iberica l'arte delle popolazioni iberiche della Spagna (o ibero-tartessiane, da Tartesso, la leggendaria città dell'argento alla foce del Guadalquivir ricordata nella Bibbia) che si sviluppò soprattutto dal sec. VI al II a. C. Sorta nella Spagna sudorientale e influenzata dall'arte greca e da quella fenicio-punica delle colonie della regione (in molti casi si può parlare di arte ibero-greca o anche greco-iberica), essa trasformò i modelli esterni adattandoli alle proprie esigenze rituali e cultuali con particolare maturità e spiccato senso decorativo, influenzando a sua volta, a N, l'arte delle popolazioni celtiche sino ai Paesi baschi. L'arte iberica (gli esemplari più noti sono al Museo Arqueológico Nacional di Madrid) si espresse, oltre che nelle ricche oreficerie (Tesoro di Aliceda, Cáceres), nella ceramica dipinta e figurata che si sviluppò tra il sec. VI e il I a. C. in vari centri della Spagna (Elche, Archena, Liria, Verdolay, Azaila, ecc.). La ceramica iberica ha caratteri originali pur derivando spesso da modelli ionici e attici e presentando talora influssi fenicio-punici; accanto a scene di caccia, danza, figure di guerrieri e divinità, ha particolare sviluppo la decorazione geometrica e floreale che si mantenne con caratteri costanti fino ai sec. II-I a. C. Ma l'arte iberica trovò soprattutto nella scultura dei sec. V-IV a. C. la sua espressione più alta e originale, dalla “cerva di Balazote”, caratteristica figura di toro dalla faccia umana, alle diverse statue in calcare dipinto riccamente decorate, tra cui la dama di Elche, la dama di Baza, gli offerenti del tempio di Cerro de Los Santos (Albacete). Numerose anche le figurine di bronzo provenienti da diversi santuari.

Linguistica

L'iberico è un complesso di lingue preromane della Penisola Iberica imperfettamente conosciute e solo frammentariamente documentate da un certo numero di iscrizioni (la più lunga è su una tavola di piombo trovata presso Alcoy nella provincia di Alicante) e leggende di monete, oltre che da nomi propri di luogo e di persona. Fanno parte di quel gruppo di lingue parlate nel bacino del Mediterraneo (dette perciò anche genericamente mediterranee) prima dello stanziamento degli Indeuropei; è pure probabile che le lingue iberiche provengano dall'Africa settentrionale, e questo spiegherebbe alcuni rapporti che sono stati notati tra le lingue iberiche, i dialetti berberi e il libico. Alcuni considerano l'iberico l'antenato del basco col quale presenta affinità. Le lingue iberiche costituiscono il sostrato dell'ibero-romanzo.

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