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iconoclàstico

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Lessico

agg. (pl. m. -ci) [sec. XVII; da iconoclasta]. Proprio dell'iconoclastia e degli iconoclasti: eresia iconoclastica. Fig., denigratore o distruttore di convinzioni religiose o di principi di etica comune; acerbamente polemico: furore iconoclastico, lotta iconoclastica; arte iconoclastica, la produzione artistica bizantina del periodo dell'iconoclastia.

Arte

Le lotte del periodo iconoclastico crearono una netta separazione tra l'arte della corte, sostenuta dall'alto clero, e quella diffusa tra il popolo dal monachesimo, fedele al culto delle immagini sacre. L'arte iconoclastica esclude la rappresentazione della divinità sotto forme umane, sostituendola con simboli (soprattutto la croce) e dando grande sviluppo a motivi decorativi desunti dall'arte islamica. La figura umana era invece ammessa nell'arte profana, tesa soprattutto all'esaltazione del potere imperiale. Assai scarsi sono i documenti superstiti dell'arte iconoclastica; ne danno una idea, dal lato ornamentale, i mosaici della Cupola della Roccia a Gerusalemme (691) e della Grande Moschea di Damasco (705-715), oltre a dipinti in chiese rupestri della Cappadocia e al mosaico absidale di S. Irene a Costantinopoli (sec. VIII). Bisogna inoltre ricordare l'afflusso di monaci bizantini in Occidente dovuto alle persecuzioni del periodo iconoclastico, con il conseguente diffondersi dell'arte bizantina in Europa (Roma fu uno dei centri più importanti di questa diaspora artistica).

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