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iconoclastìa

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Lessico

sf. [sec. XIX; da iconoclasta]. Distruzione delle immagini sacre. Fig., violenta opposizione a qualsiasi dogma o convinzione religiosa e anche a principi di etica comune.

Storia

Nelle lotte che travagliarono la Chiesa e l'Impero d'Oriente durante i sec. VIII e IX, l'imperatore Leone III Isaurico ordinò la distruzione di tutte le immagini sacre (726), per frenare il loro culto eccessivo da parte delle masse, ma anche per limitare il grande potere che il clero esercitava sul popolo. L'inevitabile conflitto con le autorità ecclesiastiche portò alla destituzione del patriarca di Costantinopoli e a violente sollevazioni popolari seguite da durissime repressioni. Papa Gregorio II e, più tardi, il successore Gregorio III si opposero inflessibilmente all'iconoclastia e il conflitto costò all'Impero la perdita di quasi tutte le province italiane. Nel 787 fu convocato un concilio, a Nicea, che deliberò la liceità del culto delle immagini; tuttavia nell'815 l'imperatore Leone V Armeno riprese la lotta che durò poi fino all'843, quando l'imperatrice Teodora accettò finalmente i decreti conciliari. In Oriente, i due concili dell'869 misero fine alla lotta.

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