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idròvoro

agg. [sec. XIX; idro-+-voro]. Che è in grado di asportare grandi masse d'acqua: centrale idrovora o stazione idrovora o di sollevamento, impianto di sollevamento dell'acqua comprendente una vasca a valle o vasca di aspirazione, la centrale idrovora vera e propria, dotata di pompe centrifughe o a elica, azionate da motori elettrici, o a gasolio o anche a vapore (ormai in disuso), e la vasca a monte o vasca di carico, rispetto alla quale la centrale idrovora si comporta come una diga. Particolare attenzione va posta nella progettazione della centrale in quanto generalmente essa posa su terreni di riporto o comunque non ben costipati, con conseguenti pericoli di cedimenti o di sifonamenti, cioè possibilità di passaggio di acqua dalla vasca superiore a quella inferiore attraverso il terreno. La centrale idrovora è collegata alla vasca a valle da un condotto di aspirazione e a quella a monte attraverso un condotto di carico a forma di sifone, con saracinesca per evitare ritorni d'acqua in caso di guasti alle pompe. Nel caso generale di costanza della prevalenza, relativamente modesta, e di variabilità, anche notevole, della portata, le pompe sono azionate da motori coassiali a velocità variabile. Macchine idrovore semoventi sono utilizzate in caso di inondazioni e allagamenti; le centrali idrovore vengono invece installate in tutte quelle zone (bonifiche, polders, ecc.) e in tutti quei casi in cui è necessaria la continua eduzione (o il sollevamento) delle acque.

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