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idrocracking

sm. [idro-+cracking]. Processo petrolchimico operante sia con residui pesanti sia con tagli derivanti dalla distillazione primaria del greggio. L'idrocracking abbina la tecnica del cracking e dell'idrogenazione, fornendo prodotti totalmente saturi ed esenti da zolfo e azoto. Insieme al processo di hydrotreating (nel quale non hanno luogo, se non in modo modesto, processi di cracking di strutture molecolari), rappresenta una delle linee di evoluzione più importanti nei processi di raffineria. Oltre che per idrogenare i composti insaturi, l'idrogeno gioca un ruolo essenziale nello stabilizzare i frammenti più piccoli prodotti dalle reazioni di cracking, i quali altrimenti tenderebbero a ricombinarsi riformando prodotti più pesanti, fino a portare alla formazione di coke. In presenza di elevate pressioni di idrogeno, infatti, gli intermedi olefinici che intervengono nella formazione dei carbocationi (come negli ordinari processi di cracking) vengono rapidamente idrogenati, evitando che vengano adsorbiti sulla superficie del catalizzatore, deidrogenati e quindi, infine, trasformati in specie ad alto contenuto di carbonio. L'idrocracking è un processo molto versatile, che può essere realizzato su miscele quali nafta (benzina pesante), gasolio, gasoli pesanti, gasoli provenienti dalla distillazione a pressione ridotta. Con crescente interesse è visto anche il processo di trattamento dei residui pesanti. Il ventaglio di prodotti formati dipende fortemente dal tipo di alimentazione usata: per esempio, il trattamento della benzina pesante fornisce buone rese di GPL, quello dei gasoli leggeri e medio/pesanti fornisce principalmente benzine, mentre quello del gasolio di distillazione in vuoto porta alla formazione di miscele nelle quali prevalgono idrocarburi contenenti più di 7 atomi di carbonio. Rispetto al cracking tradizionale i prodotti presentano un più alto numero di ottano (gasoli), un più alto punto di fumo (cheroseni), un più basso punto di congelamento (combustibile per jet) con rese del 100%, non verificandosi reazioni secondarie con formazioni di coke. Il processo ha avuto una forte espansione nell'ultimo decennio del sec. XX anche a causa della desolforazione che apporta nei prodotti, legata al problema dell'inquinamento atmosferico. In aggiunta alla rimozione dello zolfo e degli altri elementi indesiderati, anche l'eliminazione dei componenti idrocarburici di tipo aromatico da alcuni prodotti (in particolare dai carburanti) è diventata assai importante, non solo perché essi possono abbassare la qualità del carburante diesel se presenti in quantità eccessiva, ma soprattutto perché possono dare origine alla formazione di specie nocive o indesiderate nei gas di scarico. Uno dei vantaggi dell'idrocracking è quello di consentire la rottura dei composti aromatici altobollenti prodotti nel normale cracking catalitico, processo particolarmente utile quando si voglia ottenere una massima resa in benzina (e minima in olio combustibile).

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