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igròmetro

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Lessico

sm. [sec. XVIII; igro-+ -metro]. Strumento per la misura dell'umidità assoluta e relativa dell'aria. Gli igrometri sono di differenti tipi a seconda del tipo di trasduttore utilizzato per rivelare il vapor d'acqua atmosferico e permetterne la misura quantitativa come umidità. I tipi più comuni sono: A) gli igrometri termometrici che utilizzano metodi termodinamici (psicrometro); B) gli igrometri ad assorbimento che sfruttano le variazioni delle dimensioni o delle proprietà fisiche e chimiche del trasduttore a causa dell'assorbimento del vapor d'acqua; C) gli igrometri a condensazione che sfruttano il fenomeno delle variazioni di stato del vapor d'acqua con la temperatura; D) gli igrometri elettrici che sfruttano variazioni elettriche o fenomeni elettrici causati dall'umidità sul trasduttore; E) gli igrometri spettrali, comunemente detti fotoelettrici, che sfruttano le proprietà di assorbimento selettivo della luce da parte del vapor d'acqua; F) gli igrometri a diffusione, che sfruttano la diffusione selettiva del vapor d'acqua attraverso opportune membrane porose o sostanze igroscopiche.

Tipi di igrometro

Degli igrometri ad assorbimento, il più comune è l'igrometro a capelli, basato sulla proprietà che hanno i capelli umani sgrassati di allungarsi o di accorciarsi con le variazioni di umidità. Un fascetto di capelli viene tenuto teso da un peso o da una molla: se l'umidità aumenta il fascetto si allunga, se diminuisce, si accorcia. Le variazioni di lunghezza sono trasmesse per mezzo di una leva a un indice scorrevole su una scala graduata. Tale igrometro non è molto preciso e richiede frequenti tarature. Molto più preciso, ma usato solo in laboratorio, è l'igrometro ad assorbimento chimico o igrometro a peso. Consta di un sistema di tubi a U, comunicanti e riempiti con una sostanza igroscopica, nel quale si fa passare una corrente d'aria di volume noto v; dalla differenza dei pesi dei tubi prima e dopo il passaggio dell'aria si ricava la quantità d'acqua trattenuta (v₁): il rapporto tra v e v₁ rappresenta l'umidità assoluta. § L'igrometro a condensazione, indicatore del punto di rugiada dell'aria, è costituito da un recipiente a pareti speculari in cui si provoca un raffreddamento fino a determinare l'appannamento della superficie speculare per condensazione del vapore presente nell'aria. Si misurano allora la temperatura della parete (temperatura di rugiada) e quella ambientale; per confronto con apposite tabelle (tabelle psicrometriche) si ricava la tensione di vapore alla temperatura di rugiada e a quella ambiente: dal rapporto tra le due tensioni si ottiene l'umidità relativa. § L'igrometro elettrico si basa sulle variazioni di resistività elettrica provocate dal variare dell'umidità assorbita da una sostanza igroscopica interposta tra due elettrodi, operando a una determinata temperatura. Per confronto con apposite tabelle si risale all'umidità. § L'igrometro fotoelettrico, basato sulla proprietà del vapor acqueo di assorbire le radiazioni luminose, è costituito da una coppia di cellule fotoelettriche tarate per avere la massima sensibilità per le frequenze rispettivamente di massimo e di minimo assorbimento. Il diverso assorbimento della radiazione emessa da un'apposita sorgente luminosa da parte delle due fotocellule comporta una differenza caratteristica, proporzionale all'umidità ambientale, tra le intensità delle due correnti fotoelettriche, differenza che consente di risalire all'umidità. § L'igrometro a diffusione consiste generalmente in una camera chiusa le cui pareti sono porose e contengono un composto igroscopico. L'assorbimento del vapor d'acqua da parte del composto provoca una caduta di pressione all'interno della camera, che viene misurata da un manometro di precisione. Conoscendo la temperatura dell'aria e la variazione di pressione si risale all'umidità assoluta o a quella relativa.

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