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illuminato

agg. e sm. [sec. XIV; pp. di illuminare].

1) Agg., reso luminoso, rischiarato dalla luce del Sole o da altro mezzo di illuminazione. Fig., rischiarato dalla luce della verità, della fede, della sapienza, della ragione: un politico illuminato; una mente illuminata, saggia, perspicace, superiore. In particolare, governo illuminato, aperto al progresso civile e sociale; il secolo illuminato, per antonomasia, il sec. XVIII, in cui ebbe il suo massimo sviluppo la filosofia dell'illuminismo; principi, sovrani illuminati, quelli che, nella seconda metà del sec. XVIII, ispirarono il loro governo ai principi di progresso sociale propri dell'illuminismo; assolutismo illuminato, il potere assoluto proprio dei sovrani illuminati.

2) Sm., nella primitiva Chiesa cristiana, ognuno dei catecumeni che aveva ricevuto il battesimo. In particolare, furono detti illuminati gli aderenti a particolari gruppi di cristiani che si credevano in possesso di una dottrina riservata, per esempio numerosi movimenti ereticali del Medioevo,spesso collegati col misticismo. In epoca moderna furono così denominati i seguaci di una società segreta fondata nel 1776 da Adamo Weishaupt (1748-1830). Diffusasi soprattutto in Baviera, Austria e Olanda, la setta mirava a soppiantare le religioni rivelate con una puramente razionale, opponendosi “alla tenebra dell'inganno clericale e del governo dei nobili”. Ebbe tra i suoi aderenti Herder e Goethe. Carlo Teodoro di Baviera la represse violentemente nel 1785. Ebbe seguaci anche in Italia e venne combattuta soprattutto nello Stato Pontificio. La setta si disperse con la Rivoluzione francese.

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