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imbalsamazióne

sf. [sec. XVIII; da imbalsamare].

1) Procedimento inteso a impedire o ritardare la decomposizione di organi e tessuti, o di una salma, per un periodo più o meno lungo (per l'etnologia, vedi mummificazione). Generalmente l'imbalsamazione si ottiene mediante iniezione di sostanze chimiche (sublimato, arsenico, formalina, ecc.) nelle masse anatomiche da conservare o nei vasi e nelle sierose, per la conservazione dei cadaveri.

2) Pratica consistente nell'imbottire la pelle di un animale, previa eliminazione delle parti molli e di quasi tutte quelle ossee, in modo da mantenerne inalterati forma e aspetto; è detta più propriamente tassidermia.

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