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imbecillità

sf. [sec. XIV; da imbecille].

1) Frenastenia di prevalente origine eredo-degenerativa, caratteristica dell'età evolutiva. Il livello intellettuale è compreso tra quello di un bambino di due anni e quello di un bambino di sette anni. La sintomatologia è caratterizzata da deficit di sviluppo mentale più o meno spiccato, con predominanza di apatia o di eretismo; nelle forme meno gravi la memoria di fissazione è relativamente conservata, almeno per le cose di immediato interesse; il linguaggio è tardivo e incompleto, i sentimenti etici totalmente assenti; vi è tendenza alle perversioni sessuali e ad atteggiamenti antisociali; pur mancando deliri veri e propri spesso si riscontrano la bugia sistematica, il favoleggiamento, la mitomania. Il soggetto inoltre non riesce a comunicare con il linguaggio scritto, ma può compiere delle azioni semplici. L'imbecillità è migliorabile con la psicoterapia più che per via farmacologica.

2) Nel linguaggio comune, l'essere imbecille. Familiare, cosa sciocca, stupidaggine: non dire imbecillità.

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