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impotènza

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino impotentía]. L'essere impotente, il non poter compiere qualche cosa: l'impotenza dello Stato di fronte all'inflazione; ridurre qualcuno all'impotenza, renderlo inoffensivo. In particolare, impotenza sessuale, incapacità di compiere l'atto sessuale (impotentia coeundi) o di generare (impotentia generandi). Nell'uso il termine si riferisce esclusivamente all'uomo.

Medicina

La prima forma d'impotenza può essere dovuta ad anomalia dei genitali, ad alterazioni endocrine, a malattie generali (diabete mellito, alcolismo, malattie debilitanti), a traumi nervosi nella regione perineale (impotenza sintomatica); a paralisi dei nervi motori (impotenza atonica); a lesioni del sistema nervoso centrale, in particolare del midollo spinale (impotenza paretica); a fattori di ordine psicologico. La terapia consiste nel rimuovere le cause locali e generali e nel somministrare preparati ormonici. La seconda forma d'impotenza può trarre le sue origini da: difetto quantitativo o qualitativo degli spermatozoi, da ostruzione delle vie genitali per pregresse infezioni o interventi chirurgici; alterata deposizione dell'eiaculato in vagina, per anomalie del pene, eiaculazione precoce, ecc. La diagnosi si formula con l'esame dell'eiaculato, con la biopsia dei testicoli, con l'esplorazione rettale. La terapia dovrà tener conto soprattutto delle cause e anche di una possibile sterilità.

Psicologia

Tra i meccanismi causali del disturbo dell'impotenza, frequentemente entrano in gioco fattori di ordine psicologico. Esistono diverse forme d'impotenza: forme primarie, quando l'uomo non ha mai raggiunto una soddisfacente erezione durante il rapporto, e secondarie, che si sviluppano dopo un periodo di rapporti sessuali più o meno senza problemi. In alcuni casi l'impotenza può presentarsi in soggetti con personalità gravemente disturbata. In numerose forme di nevrosi, i conflitti profondi, presenti più o meno consciamente, generano ansia verso la sessualità, attraverso meccanismi psicodinamici differenti: come conseguenza di un'educazione repressiva e rigida, nella quale al sesso sia stata attribuita una valenza di immoralità; per la sopravvivenza di sensi di colpa, dovuti a desideri incestuosi infantili, cui consegue un senso di castrazione di fronte al rapporto eterosessuale; per l'emergere di pulsioni omosessuali latenti o di veri e propri istinti aggressivi nei confronti della donna. In altri casi, si tratta di inibizioni meno profonde, legate, per esempio, al senso di colpa derivante da un giudizio di carattere etico, ovvero a un timore di inadeguatezza, ecc. Le forme secondarie sono spesso riferibili a situazioni contingenti, come disaffezione verso la partner, o inaccettabilità morale di una relazione (come nel caso di forme di impotenza che affliggono rapporti extramatrimoniali di soggetti che non hanno alcun problema nei rapporti con la moglie). Il trattamento delle impotenze psicogene si avvale sempre di un supporto di tipo psicologico o psicoterapeutico, volto a rassicurare chi ne è affetto o a sviscerarne i più profondi meccanismi causali; talvolta risulta anche estremamente utile una sensibilizzazione della partner, in forme di terapia di coppia. In alcuni casi si ricorre anche alla somministrazione di ansiolitici.

Diritto

Secondo il diritto civile, l'impotenza sessuale può essere proposta come causa di nullità del contratto matrimoniale dall'uno o dall'altro coniuge se anteriore al matrimonio e a carattere perpetuo; l'impotenza a generare può essere proposta come causa di nullità del matrimonio, solo se uno dei due coniugi manchi degli organi generativi; l'altro coniuge può avanzare proposta di nullità se il fatto gli era sconosciuto prima del matrimonio e se inoltri l'azione nel termine di tre mesi da quando ha conosciuto il fatto. Nel diritto canonico l'inidoneità al compimento della copula matrimoniale costituisce impedimento dirimente al matrimonio solo se antecedente allo stesso e perpetua.