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incèsto (sostantivo)

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino incestus-us]. Rapporto carnale fra persone di sesso diverso congiunte da stretti vincoli di parentela. § Nel diritto canonico, l'incesto è condannato fra i laici con l'infamia; fra i chierici degli ordini minori con la dimissione dallo stato clericale; per i chierici degli ordini maggiori con la sospensione per i casi meno gravi e con la deposizione per i più gravi. § Nel diritto italiano, è punito l'incesto con scandalo pubblico e commesso con un ascendente o un discendente o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o con un fratello. La pena aumenta nel caso di relazione incestuosa, mentre comporta la perdita della potestà se la condanna sia pronunziata contro il genitore. § Nella psicanalisi, barriera dell'incesto, insieme dei fattori che impediscono all'adolescente, all'ingresso della fase genitale dello sviluppo della sessualità, di avere degli interessi sessuali nei confronti dei genitori, e in particolare del genitore del sesso opposto; tali interessi vengono normalmente rivolti agli appartenenti al sesso opposto esterni al nucleo familiare.

Religione ed etnologia

Il tabù d'incesto è un'interdizione religiosa presente in ogni cultura, che proibisce l'unione sessuale tra individui apparentati. Pur nella sua obiettiva universalità l'istituto differisce da una cultura all'altra per il grado di parentela, limitata al padre, alla madre e al fratello o estesa a interi gruppi umani risalenti (realmente o fittiziamente) a un antenato comune. In effetti l'incesto è definito dai rapporti di parentela e a sua volta li definisce. E proprio una ricerca accurata sulle relazioni di parentela ha condotto lo studioso francese C. Lévi-Strauss a una spiegazione del tabù d'incesto e della sua funzione sociale, che fa giustizia di ogni precedente interpretazione fondata su presupposti morali (con un'ascientifica proiezione della nostra morale su altre culture) e su facili soluzioni positiviste (quasi una difesa istintiva della sanità della prole che il matrimonio tra parenti metterebbe in pericolo). La funzione del tabù d'incesto, come ha dimostrato Lévi-Strauss, è quella di favorire lo scambio di donne tra gruppi umani (famiglia, clan) per consentire la comunicazione con altri, dando forma a una società. Le donne, non usufruibili, per via del tabù d'incesto, dal gruppo in cui sono nate, vengono così “comunicate” ad altri gruppi, allo stesso modo di beni (commercio) e con effetti analoghi. Questa analogia, che può apparire astratta, trova invece sorprendente riscontro nei fatti: presso gli Arapesh (Nuova Guinea) uno stesso termine indica il divieto di “consumare” tanto le donne della propria famiglia quanto i prodotti del proprio lavoro, il che conduce alla costituzione di una società fondata sullo scambio tanto di donne quanto di beni. Secondo F. Héritier, allieva di Levi-Strauss, l'interpretazione del maestro rimane l'unica ancora valida, integrata e arricchita da un'ulteriore analisi che metta in luce la dimensione simbolica dell'incesto; tale dimensione si evidenzia anche in rapporto alla dialettica tra identità e differenza e alle concezioni della discendenza e delle relazioni tra i sessi, secondo un collegamento necessario tra mondo naturale, uomo biologico e ordine sociale.

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