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inceneriménto

sm. [sec. XIX; da incenerire]. Il ridurre o il ridursi in cenere; in particolare, in chimica, combustione completa di una sostanza organica o di una miscela di sostanze organiche e inorganiche. L'incenerimento consente di trasformare le sostanze combustibili presenti nei rifiuti solidi o nei fanghi (residuati da processi di lavorazione o di depurazione) in scorie, ceneri e fumi, con la possibilità di un ricupero energetico. Il volume delle scorie e ceneri prodotte dall'incenerimento di rifiuti solidi rappresenta il 10-20% di quello dei rifiuti; nel caso dei fanghi il 3-10%. Se il potere calorifico dei rifiuti da incenerire è inferiore a 1500 Kcal/kg, è necessaria l'aggiunta di combustibile. Per i fanghi è necessario avviare la combustione mediante un combustibile ausiliario, per provocare l'evaporazione dell'acqua; poi la combustione procede da sola. Dall'incenerimento di 1 t di rifiuti solidi con potere calorifico di 1500 Kcal/kg, si possono ottenere 1,7 t di vapore, che può essere utilizzato come tale, o per la produzione di energia elettrica.

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