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incrudiménto

sm. [sec. XIX; da incrudire]. Nei materiali metallici, aumento delle proprietà meccaniche di resistenza (carico di snervamento e di rottura), talora a scapito della tenacità (ovvero dell'allungamento, della strizione e soprattutto della resilienza), ottenuto con una lavorazione plastica a freddo. Si realizza in pratica mediante talune lavorazioni meccaniche (laminazione, trafilatura, stampaggio, ecc.) eseguite a una temperatura inferiore a quella di ricristallizzazione del materiale metallico; certi metalli, per esempio il piombo, aventi temperatura di ricristallizzazione prossima o inferiore a quella ambiente, non incrudiscono affatto. I materiali metallici laminati o trafilati a freddo posseggono uno stato interno di sforzi che può ridurre la resistenza alla corrosione e che si oppone a un'ulteriore lavorazione meccanica: tuttavia è possibile eliminare questi effetti mediante un trattamento termico di distensione, di ricottura o di ricristallizzazione.

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