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infiltrato

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Lessico

agg. e sm. [sec. XIX; pp. di infiltrarsi].

1) Agg., in medicina di organo o tessuto che è sede di infiltrazione; come sm., condizione patologica di un tessuto che ha subito un processo di infiltrazione. Il termine viene più comunemente usato nel campo della patologia polmonare tubercolare.

2) Sm., persona che si è introdotta in un gruppo o in un'organizzazione per carpirne le informazioni, per spiare e simili: c'era un infiltrato della polizia nella banda, c'è un infiltrato nei servizi segreti; informatore, spia, talpa.

Medicina

Infiltrato perifocale o epitubercolosi, reazione delle zone polmonari che circondano il focolaio primario o le adenopatie satelliti; esse possono determinare alterazioni ostruttive della ventilazione fino all'atelettasia, consentendo una più intensa propagazione della lesione tubercolare. L'inizio è spesso febbrile (39-40 ºC), acuto, con tosse secca e dolore toracico, seguito dopo pochi giorni da febbricola e deperimento; talora si riscontrano segni clinici di essudato polmonare, che però più spesso mancano, per cui la diagnosi è possibile soltanto radiologicamente. Di solito la regressione avviene in poche settimane. Infiltrato precoce o tisiogeno di Assmann-Redeker, focolaio circoscritto post-primario, solitamente unico, situato in regione sottoclaveare, di origine linfoematogena, aerogena o da riattivazione locale di vecchie lesioni. L'inizio spesso è acuto, febbrile; se si tratta di decorso benigno, la febbre dopo alcuni giorni esita in febbricola; a volte la sintomatologia è silente, a volte è molto frequente l'emoftoe, anche come segno iniziale (emoftoe d'allarme). La diagnosi si formula radiologicamente. La risoluzione benigna è frequente, ma non è rara l'evoluzione a caseosi acuta con escavazione e formazione di caverna, con escreato positivo per la presenza del bacillo di Koch, o la diffusione a un intero lobo (lobite tisiogena) con massima tendenza a caseosi. La terapia è a base di antibiotici e chemioterapici; eventuale collassoterapia nelle forme cavitarie. L'infiltrato labile del polmone è una condizione caratterizzata dalla presenza radiografica di opacità fugaci e benigne che possono manifestarsi in corso di diverse pneumopatie (da virus, da pneumococco, in corso di influenza), di pertosse, e di patologie ematiche come nel caso dell'infiltrato eosinofilo di Loffler.

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