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infiltrazióne

sf. [sec. XIX; da infiltrarsi].

1) L'infiltrarsi e l'effetto che ne deriva: l'infiltrazione dell'umidità, del fumo. Con accezioni specifiche: A) in medicina, invasione di un tessuto da parte di liquidi o di gas, oppure da parte di una flogosi con tendenza invasiva o di una proliferazione patologica o di elementi cellulari di difesa. Molti sono i liquidi che possono infiltrarsi spontaneamente a seguito di varie condizioni morbose: sierosità di un edema, urina per rottura delle vie urinarie, sangue per rotture di capillari, pus, ecc. In molti casi le infiltrazioni costituiscono un efficace mezzo terapeutico, mediante iniezione locale di farmaci (anestetici in nevralgie o dolori acuti). B) In chirurgia, anestesia per infiltrazione. C) In metallurgia, difetto di fonderia riscontrabile nei getti, dovuto alla penetrazione di metallo liquido nella forma. D) Nella metallurgia delle polveri, riempimento per capillarità degli spazi tra grano e grano da parte di metallo fuso. E) In geologia, processo di penetrazione delle acque all'interno del terreno. L'infiltrazione delle acque piovane avviene attraverso i terreni permeabili (arenarie, sabbie, calcari) e prosegue fino al raggiungimento di un livello impermeabile, sul quale l'acqua si accumula dando origine a una falda acquifera.

2) Fig., l'infiltrarsi furtivamente in un ambiente, in un'organizzazione, ecc. per spiare o controllare segretamente: un'infiltrazione di spie nei servizi segreti. Per estensione, penetrazione di piccole unità militari all'interno di una posizione o di un settore nemico.

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