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infundìbolo o infundìbulo

sm. [sec. XVIII; dal latino infundibŭlum].

1) Nell'antica Roma, vaso che si usava come imbuto; aveva forma di cono rovesciato o di larga tazza da cui partiva il tubo di versamento.

2) Con riferimento alla forma propria del vaso, in anatomia, parte di organo dalla forma a imbuto: infundibolo della tuba uterina, infundibolo dell'uretra, ecc.; infundibolo degli acini polmonari, cavità a forma di sacco collocata lungo le pareti dei condotti alveolari del polmone; infundibolo dell'arteria polmonare, parte del ventricolo destro del cuore, posta subito prima delle valvole semilunari; infundibolo dell'etmoide, piccolo condotto scavato nell'etmoide che collega le fosse nasali con il seno frontale; infundibolo dell'ipofisi, peduncolo che collega la ghiandola con l'apice del 3º ventricolo.

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