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iniezióne (medicina)

tecnica terapeutica che consiste nell'iniettare i farmaci direttamente nei tessuti e nel sangue allo scopo di rendere più rapidi e intensi gli effetti curativi. I vantaggi che l'iniezione offre rispetto alle altre vie di somministrazione sono: l'esatto dosaggio dei farmaci; l'utilizzo di alcuni medicamenti (insulina, adrenalina, vari antibiotici e preparati opoterapici) che non possono essere somministrati per bocca perché inattivati dagli enzimi del tratto gastro-enterico o perché non assorbiti; l'utilizzazione di medicamenti eccessivamente irritanti per le altre vie di assorbimento; l'effetto pronto e intenso. Lo strumentario necessario per effettuare l'iniezione consiste di siringa e ago, di cui esistono tipi di differente grandezza e spessore in rapporto alla via di somministrazione. L'iniezione deve essere praticata in condizioni di asepsi ottenibili mediante sterilizzazione della siringa e dell'ago e disinfezione accurata della regione cutanea da pungere. Le vie di somministrazione sono elencate di seguito: A) iniezione sottocutanea, ipodermica o intradermica, via molto usata per iniettare farmaci; la notevole lassità del tessuto sottocutaneo consente l'introduzione anche di quantità elevate di liquidi (ipodermoclisi). Le soluzioni da iniettare per questa via debbono essere isotoniche, isoioniche e neutre; inoltre non devono possedere azione irritante per la ricca innervazione sensitiva del sottocutaneo. Le sedi preferite sono la faccia esterna della coscia, la faccia estensoria del braccio, la regione anterolaterale dell'addome. B) Iniezione intramuscolare, consistente nell'introdurre un medicamento nello spessore di un muscolo. L'assorbimento del farmaco per questa via è più rapido, data la più abbondante vascolarizzazione del muscolo rispetto al mantello sottocutaneo. Per questa via si possono somministrare sostanze poco solubili o irritanti (il muscolo è molto meno sensibile del sottocutaneo). Nell'iniezione intramuscolare bisogna badare a non perforare i vasi (se ciò è avvenuto e la punta dell'ago pesca in un vaso, aspirando dopo l'infissione, si vedrà comparire il sangue dentro la siringa) e a non ledere i nervi. La sede più frequentemente usata è il quadrante supero-esterno della regione glutea. Nei muscoli possono essere iniettate soluzioni oleose e soluzioni acquose anche ipertoniche o ipotoniche, come pure sospensioni acquose e oleose. C) Iniezione endovenosa, che consiste nell'iniettare nel lume di una vena un medicamento di cui si voglia un'azione generale rapidissima oppure un'esatta concentrazione in circolo. Per i farmaci con notevole potere irritante locale la via endovenosa costituisce un prezioso sistema di somministrazione; infatti è la sola via capace di tollerare il farmaco, data la notevole resistenza degli endoteli e la forte diluizione che il farmaco subisce se iniettato con opportuna lentezza. L'iniezione endovenosa deve essere fatta in asepsi assoluta, nella direzione della corrente sanguigna e il più lentamente possibile; occorre inoltre che non vi sia aria nella siringa, poiché l'aria iniettata in circolo può dar luogo a embolie gassose. Le sostanze da iniettare devono essere solubili nel plasma (perciò non oleose), non devono scomporsi generando gas, né devono essere allo stato di sospensione. La sede più comunemente usata è la piega tra braccio e avambraccio, dove si punge la vena mediana, dopo averla resa turgida mediante applicazione di un laccio emostatico alla radice dell'arto. Una volta sicuri di essere penetrati nel lume vasale (il sangue venoso refluisce nella siringa), si toglie il laccio e si inietta il farmaco. Per via endovenosa si possono iniettare forti quantità di liquidi (fleboclisi). D) Iniezione endoarteriosa, consistente nell'iniettare il farmaco nel lume di un'arteria; viene usata soprattutto in radiologia a scopo diagnostico per l'iniezione di mezzi di contrasto radio-opachi, che visualizzano determinati distretti vascolari. E) Iniezione intracardiaca, si usa per agire localmente sul cuore in caso di blocco cardiaco; consiste nell'iniettare entro le cavità cardiache farmaci stimolanti il cuore (adrenalina). F) Iniezione perineurale, consistente nell'iniettare un farmaco attorno o lungo il decorso di un nervo. Le sostanze più usate in questi casi sono gli anestetici locali che interrompono la conduzione nervosa fisiologica. Tale via è molto usata in odontoiatria e in neurologia per calmare nevralgie ribelli. G) Iniezione intrarachidea, consistente nell'iniettare un farmaco nello spazio rachideo. Si pratica all'altezza dello spazio compreso tra la III e la IV vertebra lombare. Prima di iniettare il liquido si estrae un po' di liquor cefalo-rachidiano al fine di non aumentare la pressione endorachidea. Questa via è usata per iniettare sieri (antitetanico, antimeningococcico), chemioterapici e anestetici locali. H) Iniezione nelle sierose, viene usata per somministrare anestetici locali o cortisonici specie in casi di artrosi e di affezioni infiammatorie articolari.