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sf. latino (isola). Nell'antica Roma, almeno a iniziare dal sec. I a. C., la casa di affitto a più appartamenti e di solito a più piani, in contrapposizione alla domus signorile, che apparteneva di norma a una sola famiglia. L'insula era perciò destinata al popolo e alla piccola borghesia, e diffusa soprattutto nei grandi centri e nelle affollate città commerciali. Le insulaedi età imperiale, da cui derivano le moderne case di abitazione, potevano essere anche di 4, 5 o 6 piani, arrivando all'altezza massima legale stabilita da Augusto in 21 m e da Traiano in 18 ca.; avevano grandi cortili interni, botteghe al piano terra e i vari appartamenti si aprivano con finestre e balconi sulle strade che limitavano l'edificio. Resti di insulae sono stati ritrovati a Pompei, Ercolano e Roma (insula alle pendici del Campidoglio), ma la documentazione più esauriente è quella di Ostia (insulae della via di Diana, “degli aurighi”, ecc.). Le insulae si distinguevano spesso col nome del proprietario (insula Vitaliana sull'Esquilino, a Roma).

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