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Lessico

sm. [sec. XIV; da intagliare].

1) Lavorazione decorativa a scavo eseguita su materiali vari (legno, vetro, marmo, metalli, avorio, pietre dure). Per estensione, l'opera intagliata, l'ornamento ottenuto intagliando; incisione: mobile con finissimi intagli.

2) Accentuata e brusca variazione di sezione in organi meccanici o parti di strutture in materiali vari, in corrispondenza della quale si determina un aumento della sollecitazione locale. Gli intagli possono essere appositamente eseguiti per scopi vari, oppure essere di natura accidentale (difetti di saldatura, di fusione, presenza di microcricche, ecc.) o strutturale (incroci e nodi fra travi, variazioni di forma, ecc.). La presenza di intagli provoca la diminuzione del limite di fatica di un materiale (effetto di intaglio), che è variabile con i materiali e massima negli acciai ad alta resistenza; per ridurre tale effetto si può intervenire arrotondando il fondo acuto dell'intaglio, oppure praticando nelle sue vicinanze tutta una serie di altri intagli minori, per ottenere una più uniforme ripartizione delle tensioni.

3) Ant., taglio.

Arti decorative

Di particolare importanza è l'intaglio in ebanisteria, per mezzo del quale si arricchiscono i mobili (specie quelli destinati all'arredamento delle chiese, come confessionali, stalli del coro, ecc.) di cornici, arabeschi, rosette e altri motivi ornamentali. Mobili intagliati figurano nel Medioevo e nel Cinquecento, divenendo più frequenti con il barocco e il rococò e giungendo fino al gusto eclettico dell'Ottocento. L'opera di intaglio è pertinente anche alla scultura lignea, soprattutto nelle espressioni di arte popolare; su superfici di pietra o marmoree ha dato origine sin dall'antichità a opere pregevolissime, dai rilievi dei monumenti egizi a quelli ellenistici, da quelli bizantini a quelli schiacciati di Donatello. Pratica antichissima nella lavorazione delle pietre dure (vedi glittica), l'intaglio fu inoltre usato fin dall'età greco-micenea nella lavorazione dell'avorio, raggiungendo un livello qualitativamente molto alto nel mondo bizantino e conoscendo un'altra eccezionale fioritura in periodo gotico. L'intaglio su avorio fu praticato fin da epoca remotissima anche presso le civiltà orientali, con tecniche e tradizioni che rimasero immutate attraverso i secoli (dagli avori indiani del tesoro di Begram ai famosi netsuke giapponesi, prodotto raffinato di abili intagliatori più che minuziosa opera di scultori). L'intaglio su vetro, già largamente praticato dagli Egizi, si diffuse in area occidentale a iniziare dal sec. XVI; grande impulso ebbe dall'invenzione del cristallo in area germanica e inglese nel sec. XVII ed è ancora applicato alla produzione di vasi e di cristalleria da tavola.

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