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integrazióne (elettronica)

realizzazione di un circuto integrato. Il termine grado di integrazione di un circuito integrato è usato per caratterizzare la maggiore o minore complessità del circuito. La densità di integrazione di un dispositivo elettronico digitale viene approssimativamente classificata in rapporto al numero di porte logiche realizzate sulla stessa piastrina (chip), e quindi al numero di operazioni logiche elementari (AND, OR, ecc.) integrate in uno spazio ridotto. L'integrazione è a piccola scala (SSI-Small Scale Integration) se il sistema integrato è relativamente semplice, con meno di dieci porte logiche e un circuito con un centinaio di componenti. Si parla di integrazione a media scala (MSI-Medium Scale Integration) per la gamma che va da 10 a 100 porte logiche, un grado sufficiente per realizzare memorie bipolari. Fra 100 e 1000 porte logiche si entra nel campo dell'integrazione a larga scala (LSI-Large Scale Integration), il primo vero chip a molte funzioni; un classico esempio è il dispositivo a logica programmata (PLA-Programmed Logic Array), impiegato per funzioni registrate in una memoria a sola lettura (ROM). Con l'integrazione a larghissima scala (VLSI-Very Large Scale Integration: 1000-10.000 porte logiche), la tecnologia è stata in grado di concentrare su un'unica piastrina le principali funzioni di un elaboratore, realizzando il microprocessore. Con la fascia superiore, fino a 100.000 porte logiche (SLSI-Superlarge Scale Integration), un microelaboratore complesso trova collocazione sulla piastrina; in alternativa il chip può ospitare memorie principali di tipo lettura-scrittura di notevole potenzialità. All'estremità superiore di questa fascia si collocano le realizzazioni più avanzate, i microelaboratori con oltre un milione di transistor (quasi un superelaboratore) e le memorie con 64 milioni di bit (un testo di quattromila pagine dattiloscritte).