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introversióne

sf. [sec. XVIII; da introvertere sul modello di inversione]. In psicanalisi, tratto della personalità caratterizzato da un accentrarsi dei propri interessi su se stessi, scarsa socievolezza, accentuata attività di pensiero, umore abbastanza stabile, anche se tendente alla depressione. Il tratto opposto viene detto estroversione. Secondo C. G. Jung l'introversione è costituita dal rivolgersi della libido verso l'interno dell'individuo. A tale processo corrisponde il tipo introvertito. Nella prospettiva educativa l'introversione ostacola soprattutto i processi di socializzazione e di comunicazione interindividuale a danno dell'atmosfera comunitaria che deve essere a fondamento del processo educativo.

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