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ipersostentatóre

sm. [da ipersostentare]. Dispositivo che permette di esaltare le doti portanti di un'ala e che viene conseguentemente utilizzato in decollo e soprattutto in fase di atterraggio, per consentire a un velivolo di prendere contatto con il terreno a velocità il più possibile ridotta. Poiché, per valori assegnati del carico alare e della densità dell'aria, la velocità di un aereo è inversamente proporzionale alla radice quadrata del suo coefficiente di portanza, è evidente che qualsiasi aereo avente un elevato carico alare (come tipicamente si verifica su tutti i velivoli per alte velocità) può sostenersi in volo a velocità relativamente ridotte solamente se è possibile incrementarne notevolmente, quando necessario, il massimo coefficiente di portanza, cioè utilizzando ipersostentatori . Gli ipersostentatori più usati sono di due tipi fondamentali: quelli costituiti da elementi del bordo d'uscita alare (ipersostentatori posteriori) e quelli costituiti invece da elementi del bordo d'attacco (ipersostentatori anteriori). I primi, con la loro rotazione verso il basso, esplicano un'azione ipersostentatrice, essenzialmente basata sull'incremento di curvatura della linea media dei profili alari, di cui risultano considerevolmente variati sia l'incidenza di portanza nulla, sia il momento aerodinamico. I secondi, grazie all'effetto prodotto dalla fessura che si forma tra essi e l'ala, incrementano l'incidenza di stallo della medesima, e quindi anche il valore del massimo coefficiente di portanza ottenibile, senza che peraltro si determinino apprezzabili variazioni dell'incidenza di portanza nulla. Caratteristiche aerodinamiche particolarmente brillanti hanno, tra gli ipersostentatori applicati al bordo d'uscita, quelli a scorrimento (ipersostentatori Fowler), costituiti dal lembo terminale del ventre del profilo, che invece di ruotare semplicemente verso il basso è mosso da cinematismi che ne determinano dapprima la traslazione verso l'indietro (incrementando così la superficie alare) e solo successivamente l'abbassamento. Assai diffusi ed efficaci, pur essendo meno complessi dei precedenti, sono gli ipersostentatori a fessura (semplice, doppia o multipla), che possono fornire cospicui incrementi di portanza, grazie all'adozione di tecniche analoghe a quelle sfruttate nelle alule. Gli ipersostentatori anteriori possono essere tanto del tipo fisso (alule fisse) quanto mobile, rientrando tra queste le alette automatiche Handley-Page. Sono anche diffusi, specie su ali a freccia, ipersostentatori anteriori costituiti dal tronco anteriore del bordo d'attacco, che viene ruotato verso il basso (becchi di curvatura), o da un lembo del rivestimento ventrale del bordo d'attacco, che, ruotato verso l'avanti di un angolo dell'ordine dei 120º, consente di ottenere cospicui incrementi di portanza (ipersostentatori Krueger). L'eiezione verso il basso, dal bordo d'uscita alare, di una lamina gassosa ad alta velocità per finalità ipersostentatrici non ha ancora applicazioni pratiche (vedi jet-flap), mentre sono viceversa abbastanza diffuse, su aerei a getto, tecniche di ipersostentazione basate sull'attivazione dello strato limite dell'ala, attraverso l'eiezione di lamine gassose dirette tangenzialmente al profilo, in direzione contraria al moto del velivolo, specie sul bordo d'attacco dell'ala o dell'ipersostentatore. Su aerei a elica si sfrutta invece l'effetto del soffio delle eliche per attivare lo strato limite ed esaltare così le doti portanti dell'ala.

Bibliografia

A. D. Young, The Aerodynamic Characteristics of Flaps, in “Aeronautical Research Council”, Report and Memoranda n. 2622, Londra, 1953; J. Williams, J. N. F. Butler, M. N. Wood, The Aerodynamics of Jet Flaps, in “Aeronautical Research Council”, Report and Memoranda n. 3304, Londra, 1963; Assessment of Lift Augmentation Devices, in “AGARD Lecture Series”, n. 43, Neuilly sur Seine, 1971.

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