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iperstàtico

agg. (pl. m. -ci) [sec. XX; dal francese hyperstatique]. Nella scienza delle costruzioni, sistema iperstatico, sistema di corpi che presenta vincoli in numero sovrabbondante rispetto a quello strettamente necessario per la stabilità. È detto anche staticamente indeterminato in quanto non risolubile con le sole equazioni cardinali della statica (vedi equilibrio). I vincoli sovrabbondanti, determinanti l'iperstaticità del sistema, possono essere sia esterni sia interni, e in entrambi i casi, per la risoluzione del problema, è necessario ottenere il sistema ridotto equivalente, cioè staticamente determinato. Un primo metodo di risoluzione è quello di eliminare i vincoli sovrabbondanti e di sostituirli con le loro reazioni, considerate come forze incognite applicate al sistema così ottenuto; quindi imporre le condizioni di congruenza, per individuare tra i tanti sistemi equilibrati l'unico compatibile (cioè avente deformazioni piccolissime e compatibili con i vincoli), mediante le equazioni di elasticità (in numero pari ai vincoli aboliti, cioè alle rispettive reazioni incognite), così da ottenere un sistema di n equazioni in n incognite di immediata risoluzione. La risoluzione è possibile anche imponendo condizioni variazionali del lavoro di deformazione, mediante il teorema di Menabrea. Il sistema iperstatico, per essere dotato di vincoli sovrabbondanti, risulta meno deformabile e quindi, a parità di condizioni, meno sollecitato di un sistema isostatico equivalente; ma proprio questa sua minore deformabilità ne costituisce, a volte, il limite in quanto, laddove un sistema isostatico è in grado di deformarsi (per esempio per dilatazione termica, cedimento di vincolo, difetti di montaggio, ritiro del cemento armato, ecc.) in un sistema iperstatico, per la sua impossibilità di adeguarsi alle mutate condizioni si verifica quasi sempre l'insorgere di sforzi interni che possono raggiungere concentrazioni preoccupanti.

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