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ipocàusto

sm. [sec. XVIII; dal greco hypókauston, calorifero]. Impianto sotterraneo di riscaldamento usato in età romana negli edifici termali e anche in case e ville private. Si componeva anzitutto di uno o più forni in materiale refrattario (praefurnia), di forma circolare o rettangolare e di solito con copertura a volta, nei quali si bruciava il combustibile. Attraverso canali l'aria calda passava in un vano sotto il pavimento e nell'intercapedine dei muri dei vari ambienti. Per la circolazione dell'aria calda si usavano pavimenti sospesi (suspensurae) su pilastrini rettangolari o circolari di mattoni o blocchetti di tufo (pilae). Il riscaldamento delle pareti si otteneva facendo circolare aria calda nello spessore dei muri per mezzo di tubi di terracotta (cuniculi, tubuli) o di mattoni forati. La diversa dislocazione delle stanze rispetto ai praefurnia permetteva di graduare il riscaldamento delle stanze per i bagni di sudore (laconica), i bagni caldi e tiepidi (calidaria, tepidaria).

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