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ipotiroidismo

sm. [da ipo-+tiroide]. Condizione patologica dovuta a insufficiente azione degli ormoni tiroidei, cui consegue un rallentamento di tutti i processi metabolici. Può dipendere da una minore produzione di ormoni tiroidei a causa di una patologia della tiroide ( primitivo), oppure, meno frequentemente, da una ridotta o assente stimolazione della tiroide da parte dell'ormone TSH, a causa di una patologia a livello ipotalamo-ipofisario ( centrale); una forma di ipotiroidismo molto rara è infine legata a una resistenza dei tessuti periferici all'azione degli ormoni tiroidei. Tra le varie forme di ipotiroidismo si ricordano: l' congenito, per la diagnosi precoce del quale si effettua lo screening su tutti i neonati mediante dosaggio ematico degli ormoni tiroidei, che se non trattato determina un deficit nello sviluppo fisico, fino al nanismo disarmonico, e un deficit psichico, fino al cretinismo; l' acquisito a seguito di tiroidite (tiroidite atrofica, tiroidite di Hashimoto, tiroidite subacuta di De Quervain); l' iatrogeno (conseguente per esempio a tiroidectomia o a terapia radiante). Nelle varie forme di ipotiroidismo conclamato, il comportamento dei pazienti e il quadro clinico sono caratteristici: i sintomi più frequenti sono adinamia, cute secca e ruvida, sonnolenza, sensazione di freddo, edema palpebrale e al volto, stipsi, aumento di peso, ecc.; vi sono tuttavia anche forme più sfumate, in cui i sintomi sono lievi o aspecifici; va ricordato infine l'ipotiroidismo subclinico, in cui la ridotta attività tiroidea viene compensata da una sua maggiore stimolazione da parte del TSH, con mantenimento di un relativo eutiroidismo e assenza di sintomi; tale condizione è documentata dalle indagini di laboratorio, in primo luogo TSH e frazioni libere degli ormoni tiroidei (fT3 e fT4); utile nella valutazione degli ipotiroidismi è anche il dosaggio degli anticorpi antitiroide e del quadro lipidico.

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