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isolante

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Lessico

agg. e sm. [sec. XIX; ppr. di isolare].

1) Che, chi isola, serve a isolare. Si dice specialmente di materiale dotato di coefficiente di trasmissione nullo o molto basso in relazione alla propagazione di suoni, alla dispersione di calore, al passaggio di corrente elettrica e alle infiltrazioni d'acqua.

2) In linguistica, di lingue, come il cinese, nelle quali la funzione di una parola è determinata non da suffissi o desinenze, ma dall'intonazione o dalla posizione che essa occupa nella frase: il nome del possessore precede quello dell'oggetto posseduto (uomo cavallo = il cavallo dell'uomo); posto prima del nome l'aggettivo ha valore attributivo (grande casa = la grande casa), dopo il nome ha valore predicativo (casa grande = la casa è grande).

Tecnica

Un buon isolante acustico deve diminuire al massimo la quantità di energia sonora riflessa e trasmessa da una parete, la sua qualità è determinata quindi dal suo coefficiente di assorbimento. L'isolante acustico basa le sue proprietà o sulla monoliticità e sul peso per unità di area (per esempio murature in pietra o in mattoni pieni) o sulla possibilità delle strutture porose con cavità comunicanti di operare delle riflessioni multiple sottraendo così energia all'onda sonora (pannelli in gesso, pannelli con intercapedine riempita di resine espanse). Gli isolanti termici hanno il compito di evitare al massimo il passaggio di calore da un ambiente all'altro: buoni risultati si hanno con la creazione di intercapedini d'aria, dato il basso coefficiente di conducibilità termica di quest'ultima. I materiali termoisolanti più frequentemente impiegati sono il sughero, il gesso, la gomma, la lana di vetro o di scorie, i materiali sintetici espansi in lastre e fogli (polistirolo, poliuretano) o in granuli (perlite, vermiculite), questi ultimi talvolta inglobati in materiali come cemento (blocchi o lastre) o malta cementizia, per la conferenza di intonaci isolanti. I materiali isolanti inoltre devono avere requisiti di ininfiammabilità e inattaccabilità, inerzia chimica e inattaccabilità da funghi e insetti. Per gli isolanti idrofughi, vedi impermeabilizzazione e impermeabilizzante. Gli isolanti elettrici devono possedere una resistività molto alta, per cui, messi a contatto con due conduttori a diverso potenziale, consentono solo il passaggio di una corrente così debole da poterla considerare nulla. La classificazione degli isolanti elettrici può basarsi sul loro stato fisico (solido, liquido, gassoso), sulla resistenza alla temperatura (classe di isolamento), sulle qualità dielettriche (rigidità dielettrica, angolo di perdita, resistenza superficiale e di massa), sulle qualità meccaniche (resistenza alle varie sollecitazioni, durezza, elasticità), sulla tecnologia della relativa preparazione, sulla resistenza agli agenti atmosferici e chimici. A ognuna di queste classificazioni corrispondono prove normalizzate onde poter classificare e comparare diversi materiali isolanti. Tra gli isolanti solidi sono di largo uso vetro, porcellana e materiali ceramici. L'amianto si usa sotto forma di filo, cartone, tela, da sottoporre poi a impregnazione con resine. La mica si usa per la costruzione di condensatori speciali. Nell'isolamento di zone e bobine di macchine e apparecchi si usano nastri in cotone o vetro, poi impregnati: tele, nastri, guaine in tessuto di cotone “sterlingati” (impregnati con fenoplasti) sono d'impiego comune. Diffusissimi, in lastre, per trarne basi per pannelli, settori e supporti isolanti, carta o tela impregnate con fenoplasti (commercialmente carta e tela-bachelite), e legni compensati multistrato bachelizzati. Sempre più diffuso è l'impiego di pezzi di componenti e apparecchi (zoccoli, supporti, rocchetti per bobine ecc.) in resine stampate (fenoliche, melamminiche, poliesteriureiche e altre) pure o caricate. Gomme e materie plastiche vengono usate come isolanti di cavi o guaine. La carta, in nastri, trova ancora larga applicazione nell'isolamento dei trasformatori, destinati a essere immersi in olio, e come cartone, impregnato, verniciato o meno, per componenti di bassa tensione e di basso costo. Tra gli isolanti liquidi, il più usato è l'olio, nei trasformatori, negli interruttori, nei cavi. Di crescente applicazione sono le vernici a elevato potere isolante, assai efficaci per aumentare la resistenza alla scarica superficiale. Numerosi gas (per esempio anidride carbonica, esafluoruro di zolfo, argon, azoto) presentano caratteristiche isolanti notevoli.

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