katholikós

agg. e sm. bizantino (propr. universale). Nel linguaggio ecclesiastico della Chiesa orientale, il “delegato per l'universalità delle Chiese”. In origine il titolo fu riconosciuto ai vescovi-metropoliti di Seleucia di Ctesifonte, dell'Armenia e della Georgia; successivamente al vescovo-patriarca dell'Armenia, a quello caldeo, al vescovo di Eğmiadzin (per gli Armeni dissidenti), di Sis in Cilicia, della Georgia e al vescovo dei Nestoriani in Persia.

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