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krausismo

sm. Movimento filosofico ideato dal kantiano K. Ch. Krause e divulgato in Belgio da Ahrens e in Spagna da J. Sanz del Río. Quivi acquistò carattere autonomo ed ebbe notevole ampiezza tanto da permeare parte della cultura spagnola della seconda metà del sec. XIX, suscitando forti reazioni da parte dei conservatori e tradizionalisti (J. M. Ortí y Lara, M. Menéndez y Pelayo, ecc.). Idealisti in filosofia, nettamente “liberali” in politica, i krausisti spagnoli – e in particolare N. Salmerón y Alonso, Federico e Fernando de Castro, G. de Azcárate, F. Canalejas, L. Alas e altri – pubblicarono numerose opere, sostennero continue polemiche ed educarono più generazioni di giovani, specie attraverso la loro “Institución libre de Enseñanza”, scuola nuova e “sperimentale” fondata e diretta dal più attivo discepolo di J. Sanz del Río: Francisco Giner de los Ríos. Precise risonanze del loro pensiero si possono avvertire anche nella letteratura coeva (Clarín, Costa) e posteriore, fino a M. Unamuno e al poeta A. Machado, nel sec. XX.