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làrice

sm. [sec. XIV; latino larix-ícis]. Nome comune usato per indicare la pianta arborea Larix decidua o europaea della famiglia Pinacee, che cresce spontanea nelle regioni montane dell'Europa centrale (Carpazi, Sudeti, Alpi) in formazioni pure (lariceti) o consociata con altre conifere; è presente anche nella zona del faggeto, dove si mescola a varie latifoglie. È detto comunemente larice nostrale o europeo. Assai longevo (vive fino a oltre 300 anni), può superare i 40 m di altezza; ha tronco diritto con scorza grigio-rossiccia, chioma piuttosto rada, foglie aciculari color verde chiaro, caduche, isolate (sui rami d'allungamento) o in ciuffetti di una trentina (sui rametti raccorciati). Le piante di larice portano allo stesso tempo fiori maschili e femminili: i primi riuniti in piccoli amenti giallastri, i secondi in amenti più grandi, color rosso-violaceo, che a maturità si trasformano in coni ovoidali contenenti semi alati.Il legno di larice ha alburno biancastro, durame bruno o rosso porpora, con evidenti venature, poco elastico, molto resinoso, per cui resiste ottimamente all'azione dell'acqua ed è assai adatto per serramenti e infissi; viene impiegato anche nella costruzione di mobili, pavimenti, rivestimenti, ecc. Dalla distillazione della resina si ottiene la trementina di Venezia. Fra le più note specie congeneri sono Larix leptolepis, del Giappone, e Larix occidentalis, dell'Alaska e dell'America Settentrionale in genere.

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LariceLarice.