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lòggia

sf. (pl. -ge) [sec. XIV; dal franconelaubja, pergolato].

1) Edificio, o parte di esso, aperto su uno o più lati mediante colonne o pilastri, per lo più adibito, specialmente in epoca medievale, a luogo di riunione degli appartenenti alla stessa arte, corporazione, ecc.: la loggia dei mercanti; quindi, ant., la riunione stessa: tener loggia.La loggia fu usata sia dall'architettura greca (celebre la loggia delle Cariatidi nell'Eretteo sull'Acropoli di Atene) sia da quella romana ed ebbe larga diffusione nel Medioevo. Il nome fu dato in seguito ad alcuni portici pubblici di destinazione civica come la Loggia degli Osii a Milano (1316) e la Loggia della Signoria o dei Lanzi a Firenze, realizzata forse su disegno dell'Orcagna (1376-81).

2) Regionale, terrazzo, balcone; altana.

3) Per estensione: A) In anatomia, cavità o spazi nei quali sono contenuti un organo o formazioni varie: loggia cerebrale, loggia prostatica, loggia renale. B) In botanica, riferito a ovari e frutti, è sinonimo di loculo, mentre in relazione alle antere equivale a teca.

4) Nel linguaggio massonico, con derivazione dall'inglese lodge, locale per le riunioni di una società; per estensione, l'insieme dei membri di una sezione; la massoneria nel suo complesso: Gran loggia, organismo centrale dal quale dipendono le varie sezioni.

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