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lóntra

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Zoologia

sf. [sec. XIV; latino lutra]. Nome comune delle diverse specie di Carnivori della famiglia dei Mustelidi, appartenenti alla sottofamiglia dei Lutrini. Conformate per la vita acquatica, con corpo allungato, arti corti, estremità con dita palmate, coda molto robusta, le lontre sono diffuse in tutto il mondo eccetto Madagascar e Australia e da esse si ricava una pelliccia molto pregiata, a pelo corto, fitto, scuro e brillante. Il genere tipico è Lutra con 12 specie, fra cui la lontra europea o lontra comune (Lutra lutra), lunga 60-85 cm, con coda di 40-50 cm, di peso variabile da 5 a 15 kg. Ha pelliccia di pelo corto, di gran pregio, superiormente bruno-scuro, inferiormente tendente al fulvo-biancastro o al crema. In Italia è divenuta rara a seguito della caccia, della rarefazione dell'habitat e dell'inquinamento delle acque. Specie affine è la lontra del Canada (Lutra canadensis) diffusa nell'America settentrionale. Ad altri generi appartengono la lontra nana (Amblonyx cinerea), la grande lontra africana (Aonyx capensis), la lontra gigante del Brasile o arirai (Pteronura brasiliensis), le piccole lontre dell'Africa centrale (Paraonyx) e la lontra marina (Enhydra lutris), unico fissipede marino. Quest'ultima frequenta acque costiere poco profonde, è lunga 1,20 m, con coda di 30 cm, e pesa fino a 37 kg. Ha testa larga e ottusa, collo corto, arti anteriori corti e piedi ben palmati. La pelliccia varia dal nero al bruno scuro, tranne la testa, la gola e il petto, grigiastri o crema. Un tempo diffusa lungo quasi tutte le coste del Pacifico settentrionale, fu quasi portata a estinzione per la caccia: attualmente è protetta.

Etologia

La lontra europea è ben adattata a vivere nell'acqua, sebbene non in modo così completo come i cetacei o i pinnipedi. Di fatto divide il tempo tra l'acqua e la terraferma, sicché conserva caratteri propri dei Mammiferi terrestri uniti a caratteri più tipici degli animali acquatici. Il pelo, per esempio, pur essendo abbastanza lungo, possiede una borra fitta e grassa, impenetrabile dall'acqua, che garantisce un ottimo isolamento della pelle sia dall'aria sia dall'acqua; narici, occhi e orecchie sono molto spostati verso la parte alta del muso e del capo, sicché la lontra può mantenere un controllo dell'ambiente circostante restando quasi completamente immersa; gli occhi sono altrettanto validi sia per la visione nell'aria sia per quella subacquea, dato che i muscoli dell'iride hanno la possibilità di spostare il cristallino in avanti per compensare il maggiore indice di rifrazione dell'acqua; le vibrisse, assai lunghe, sono utili sia di notte a terra sia nelle acque torbide; le zampe, infine, corte e palmate, rendono più efficienti il nuoto e la deambulazione sulle rive fangose, senza peraltro aver subito trasformazioni particolari, sicché la lontra, pur camminando di norma lentamente sulla terraferma, mantiene una certa agilità che le consente di arrampicarsi e di compiere lunghi balzi. Le zampe sono usate nel nuoto lento, mentre in quello veloce sono tenute lungo il corpo e la spinta di avanzamento è data da ondulazioni laterali, simili a quelle dei pesci, o dorso-ventrali, simili a quelle dei delfini; di questi ultimi la lontra mostra talvolta anche la tipica andatura a balzi fuor d'acqua. In acqua la lontra può immergersi fino alla profondità di una decina di metri, trascorrendo alcuni minuti senza respirare, con le narici e le orecchie chiuse da muscoli particolari. Le lontre sono animali fondamentalmente solitari e territoriali, che al più vivono in famiglie, ma occasionalmente si riuniscono in piccoli gruppi. I territori si estendono per alcuni chilometri lungo le rive di fiumi o laghi generalmente limpidi; in essi le lontre mostrano attività sia diurna sia notturna, che diviene, però, esclusivamente notturna nei luoghi disturbati dall'uomo. Mucchi di escrementi, depositati sempre in determinati punti ben visibili, sono probabilmente segnali di proprietà territoriale. Gli spostamenti nel territorio sono compiuti in acqua, se a favore di corrente, o a terra, lungo le rive. Talvolta le lontre abbandonano i territori e compiono migrazioni, con le quali si trasferiscono in altri fiumi, allontanandosi dall'acqua anche di parecchi chilometri. Entro i confini dei territori le lontre possiedono più di un ricovero, in genere tane scavate da loro stesse ma anche abbandonate da altri animali. Nel periodo delle nascite, invece, le femmine scavano tane prossime alle rive di corsi d'acqua secondari, meno influenzati da variazioni di livello dell'acqua, e dotate sia di un ingresso subacqueo sia di una presa d'aria aperta a terra. Queste tane sono foderate con foglie secche, erba, rametti e materiali che ne rendono il fondo soffice e isolato dal contatto con i cuccioli. Alcune tane si trovano anche a una certa distanza dall'acqua. Le coppie si formano durante l'inverno, dopo un periodo in cui i maschi, stimolati dalle secrezioni odorose emesse dalle femmine, hanno lottato fra loro. I piccoli, normalmente 2 o 3, occasionalmente anche 6, sono partoriti al termine di una gestazione di poco superiore a due mesi, sono allattati per altri due mesi e resteranno con la madre fino al successivo periodo di calore. I cuccioli giocano frequentemente e come essi giocano anche gli adulti, talvolta riuniti in gruppi. È particolarmente noto il gioco dello scivolo, lungo le rive ripide, fangose o innevate. L'educazione dei cuccioli incomincia subito dopo lo svezzamento, quando essi vengono accompagnati dalla madre in acqua e migliorano la loro capacità, pur congenita, di nuotare; inizialmente si aggrappano alla schiena della madre, ma questa a tratti si immerge e li costringe a restare a galla, per tempi sempre più lunghi, con i loro mezzi. In acqua la famiglia si sposta in formazioni a V rovesciato, come gli uccelli in volo, o lineari, con la madre sempre in testa. Sulle rive avvengono le prime esperienze con le prede, che la madre libera davanti ai cuccioli nell'acqua bassa e che, ancora guizzanti, stimolano le loro risposte di cattura e di uccisione. Le lontre sono ottime pescatrici di pesci, ma si nutrono anche di una varietà di altri animali acquatici e, durante le migrazioni, terrestri. I pesci possono essere catturati all'agguato, con un rapido scatto, o inseguiti da dietro e un po' dal basso, entro un angolo in cui il loro campo visivo non include l'inseguitore, e sono mangiati a terra. Spesso le lontre nuotano vorticosamente rasente il fondo, muovendo la sabbia e mettendo allo scoperto piccoli animali che poi catturano o che fungono da esca per i pesci. La lontra è attiva tutto l'anno, anche alle latitudini in cui gli inverni sono rigidissimi e la superficie dei fiumi o dei laghi si ghiaccia; possono forare il ghiaccio per immergersi e si suppone che siano capaci di respirare nelle bolle d'aria intrappolate sotto il ghiaccio, utilizzandole più volte; infatti in queste, arricchite di anidride carbonica a ogni visita della lontra, le pressioni parziali dell'anidride carbonica e dell'ossigeno si ristabiliscono continuamente per scambio con l'acqua. In Italia la lontra è in grave pericolo di estinzione, ed è per questo protetta e oggetto di numerosi progetti di reintroduzione. Allo stato selvatico sopravvive solo con popolazioni piccolissime in pochi corsi d'acqua.