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ladino (linguistica)

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Lessico

agg. e sm. [sec. XVII; latino latīnus, tramite l'engadinese ladìn]. Complesso di dialetti neolatini parlati principalmente nella regione alpina centrorientale Per estensione, nome delle popolazioni alpine che parlano tali dialetti; proprio di tali popolazioni.

Linguistica

Le varietà dialettali del ladino, detto anche “retoromanzo” o “romanzo alpino”, si possono raccogliere in tre gruppi: occidentale, centrale e orientale. Il gruppo occidentale comprende i diversi dialetti romanci del cantone dei Grigioni (Svizzera). Le principali varietà dialettali insegnate nelle scuole elementari sono: soprasilvano, sottosilvano, dialetto di Surmeir, alto engadinese e basso engadinese. In forza del plebiscito nazionale svizzero del 20 febbraio 1938 il romancio fu riconosciuto come quarta lingua nazionale della Confederazione elvetica (art. 116 della Costituzione) ma non come lingua ufficiale. Il gruppo centrale comprende i dialetti ladini delle valli dolomitiche di Fassa, Gardena, Badia-Marebbe, Livinallongo. Nella provincia di Bolzano lo Stato italiano ha riconosciuto il gruppo linguistico ladino per il quale esistono scuole e trasmissioni radiofoniche; a Ortisei (Urtijëi) si pubblica anche la rivista Nos Ladins. Il gruppo orientale è formato dal friulano, che vanta una discreta tradizione letteraria e che dai confini del Comelico si estende fino alle porte di Trieste (a Udine è pubblicato un giornale mensile in lingua friulana, l'Int Furlane). Anche in questa regione si è deciso di sperimentare l'uso di tale lingua nelle scuole. L'originaria unità linguistica dei tre gruppi ladini, già sostenuta da G. I. Ascoli e da Th. Gartner, è stata contestata con buone ragioni da diversi studiosi, e in primo luogo da C. Battisti. Il primo documento ladino è costituito dalla versione interlineare di una predica latina dell'inizio del sec. XII. Le principali caratteristiche ladine nel campo fonetico sono la palatalizzazione di ca in ča e di ga in ǧaan, cane) e la conservazione dei nessi cl, pl, bl, fl (clav, chiave), nel campo morfologico, i plurali in -s.

Bibliografia (per la linguistica)

C. Battisti, Storia linguistica e nazionale delle valli dolomitiche atesine, Firenze, 1941; L. Heilmann, La parlata di Moena nei suoi rapporti con Fiemme e Fassa. Saggio fonetico e fonematico, Bologna, 1955; G. Francescato, Dialettologia friulana, Udine, 1966; G. B. Pellegrini, Atlante storico-linguistico-etnografico friulano, Udine, 1972 e segg.

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