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lavagna

sf. [sec. XVI; dall'omonima località].

1) Argilloscisto di colore molto scuro fino a nero, più o meno calcarifero, duro e compatto, riducibile in lastre. Le lavagne sono il prodotto di un metamorfismo poco intenso su rocce marnose o argillomarnose. Nelle costruzioni la lavagna trova, soprattutto in Liguria, numerose applicazioni: in scaglie o in lastre (abbadini) per la copertura dei tetti, in lastre per il rivestimento di murature, per la formazione di gradini delle scale o di particolari decorativi, meno frequentemente per pavimentazioni.

2) Lastra di lavagna o di ardesia, di forma rettangolare, generalmente incorniciata di legno e montata su un cavalletto, usata per scriverci sopra col gesso: lavagna scolastica; chiamare un alunno alla lavagna, fargli eseguire qualche esercizio. In particolare, lavagna luminosa, dispositivo usato in aule scolastiche, sale per conferenze, ecc., costituito essenzialmente da un proiettore e un sistema a specchio che consentono di riprodurre, ingrandito su uno schermo verticale, ciò che viene scritto o disegnato su un foglio di materiale plastico traslucido disposto su un piano orizzontale.

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