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leucocita o leucocito

sm. (pl. -i) [sec. XIX; leuco-+-cito]. Elemento cellulare del sangue, proprio della serie bianca, simile a masserella gelatinosa, dal diametro di pochi micron, dotato di nucleo poco evidente e di prolungamenti (o pseudopodi) che gli permettono movimenti attivi. È detto anche globulo bianco. Prodotti dal midollo osseo e dal tessuto linfoide (vedi leucopoiesi), i leucociti sono normalmente 5000-8000 per mm3 di sangue; in alcune situazioni morbose possono sia aumentare (leucocitosi) sia diminuire (leucopenia) di numero. Oltre che nel sangue, i leucociti si trovano anche nella linfa, poiché possono muoversi attraversando i tessuti e quindi la parete dei capillari sanguiferi (diapedesi). I leucociti vengono distinti in granulociti, linfociti e monociti, che si trovano nel sangue in proporzione, di norma, stabile (vedi leucocitario). I leucociti hanno grande importanza per la difesa dell'organismo: granulociti e monociti hanno la capacità di inglobare, digerire e quindi distruggere cellule morte, germi, sostanze estranee e vengono per questo detti fagociti; i linfociti si distinguono in T e B. I primi sono deputati al riconoscimento degli antigeni estranei e all'amplificazione della risposta immunitaria, i secondi, una volta maturati a plasmacellule, producono gli anticorpi.