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lustro²

sm. [sec. XIV; da lustrare1].

1) Lucentezza. Per estensione, lett., lume, splendore, riflesso luminoso.

2) Sostanza usata per dare lucentezza; lucido. § Nell'industria della ceramica, effetto decorativo consistente nell'iridescenza di particelle metalliche, se finemente disperse nella pasta, o nell'opacità metallica, se le particelle sono concentrate nella pasta. Tale effetto si ottiene per decomposizione al calore di sali metallici, precedentemente inglobati nell'impasto o riportati sul biscotto, e successiva precipitazione dell'elemento metallico. Per estensione, il prodotto artigianale così lavorato. § La tecnica del lustro metallico, inventata nel sec. IX nella Mesopotamia islamica, si diffuse rapidamente in tutto il mondo musulmano, fino alla Spagna moresca, dove per molti secoli si sviluppò una fiorentissima produzione di lustri metallici dai riflessi bronzei, dorati o verdastri. Tra i lustri italiani sono da segnalare i piatti e i vasi dai riverberi giallo-oro o rosso-rubino di Giorgio Andreoli, detto Giorgio da Gubbio, e quelli cinquecenteschi di Deruta con lustri turchino-oro e madreperlacei.

3) Fig., merito, onore, distinzione: lustro alla famiglia; anche chi è motivo di vanto, di gloria: era il lustro del paese.

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