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màschio

(ant. màsculo; toscano màstio), sm. e agg. [sec. XIII; latino mascŭlus, dim. di mas maris, maschio].

1) Sm., in biologia, quello di due individui a sessi separati che produce gameti maschili (spermatozoi negli animali; anterozoi nelle piante) destinati a fecondare i gameti femminili al fine della continuazione della specie: il maschio dell'aquila, del cane, dell'uomo. Nella maggior parte delle specie i maschi portano un cromosoma sessuale X, e uno, solitamente più piccolo, chiamato Y. In pochi animali (per esempio farfalle e Uccelli) tale sistema è invertito: il maschio ha due cromosomi X, mentre la femmina un cromosoma X e uno Y.

2) Per estensione, persona di sesso maschile; in particolare, bambino, ragazzo: gli è nato un maschio; i maschi sono più vivaci delle femmine.

3) In varie accezioni tecniche: A) l'estremità di un pezzo foggiata in modo da poter essere introdotta nell'incavo corrispondente di un altro pezzo (detto femmina): il maschio della vite. B) Utensile pluritagliente impiegato per filettare superfici cilindriche interne fino a diametri massimi intorno ai 60 mm. È un cilindro di acciaio filettato secondo un passo costante: i filetti sono interrotti da tre o più solchi longitudinali, diritti o elicoidali, che generano i taglienti. Per eseguire maschiature a mano con giramaschi solitamente si impiegano tre maschi che generano il filetto realizzando un'asportazione graduale del materiale. C) Negli alberi delle navi, ciascuna delle estremità dei vari tronchi detta anche miccia. D) Nelle murature di sostegno dei terrapieni, la superficie a contatto con la terra. E) Torre principale dei castelli medievali o delle rocche rinascimentali. Il maschio, o mastio, era la parte più fortificata della cinta muraria, spesso facente corpo a sé (in tal caso è detto anche dongione), e poteva contenere l'abitazione del castellano, la camera del tesoro e talora le prigioni. Eccezionalmente assume il nome di maschio l'intero castello o fortezza (Maschio Angioino a Napoli).

4) Agg., di sesso maschile (in questo significato rimane invariato al f.): un figlio maschio; una lepre maschio. Riferito a piante, indica la varietà più robusta o più pregiata tra due affini: una felce maschio. Fig., virile, energico, vigoroso: aspetto maschio; voce maschia.

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