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mónte

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino mons montis].

1) Grande rilievo naturale del terreno, più elevato della collina e normalmente inserito in una catena e sim.: un susseguirsi di monti; una vallata chiusa tra alti monti. In particolare, nella loc.: a monte, per indicare zona, località o altro che si trova più vicino alla sorgente di un corso d'acqua (o in genere a maggiore altitudine) rispetto ad altro luogo: le cascate sono a monte della città; fig., in una serie di azioni, in una gerarchia e simili, si dice di ciò che precede o di chi sta in posizione più importante rispetto alla cosa o persona di cui si parla: le cause, le responsabilità vanno cercate a monte.

2) Per estensione, ammasso, mucchio; fig., grande quantità: un monte di pacchi e pacchetti; ho speso un monte di soldi; mi ha detto un monte di insolenze; promettere mari e monti, fare grandi promesse che poi non si manterranno.

3) Con vari sensi fig.: A) in chiromanzia, ciascuna delle sporgenze del palmo della mano, che servirebbero a indicare determinati aspetti del carattere del soggetto. B) Mucchio di carte scartate dai giocatori o rimaste dopo che le altre sono state distribuite: pescare dal monte; mandare, buttare a monte, di una partita a carte, annullarla, non portarla a termine; quindi, in genere, far fallire, far naufragare: mandare a monte un affare; andare a monte, fallire, sfumare, non riuscire: l'affare è andato a monte. C) Somma di danaro o complesso di altri beni provenienti da fonti diverse; banca. In particolare: monte di pietà;monti frumentari; montepremi.

4) In anatomia, monte di Venere, regione triangolare sporgente (per la presenza di abbondante tessuto cellulo-adiposo sottocutaneo) situata nella parte antero-superiore dell'apparato genitale femminile e posta davanti alla sinfisi pubica, tra il solco del pube in alto, le pieghe inguinali lateralmente e la vulva in basso, dove si continua con le grandi labbra. La cute del monte di Venere, glabra nella bambina, appare ricca di peli dopo la pubertà. È detto anche monte del pube.

Araldica

In araldica, il monte è rappresentato da un triangolo col vertice superiore arrotondato, oppure, nella forma tipica delle armi italiane, con cilindri coperti di calotte sferiche (si dicono in tal caso anche colli), per lo più disposti in fasce sovrapposte, alternati o a foggia di piramide.