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maiòlica

sf. [sec. XVI; da Maiolica, nome ant. dell'isola di Maiorca, da cui il prodotto fu importato].

1) Prodotto ceramico composto di terracotta ricoperta di smalto stannifero, usato per prodotti artistici, stoviglie, mattonelle da rivestimento, ecc. Di origine antichissima, ma diffusa in Italia nel Medioevo per l'influenza di ceramisti musulmani che soprattutto in Spagna producevano un tipo di maiolica lustrata o dipinta, è detta anche faenza (francese faïence) dal nome della città italiana che ne fu uno dei maggiori centri di produzione. Per la trattazione tecnica e artistica, vedi ceramica.

2) Per estensione, specialmente al pl., oggetti di tale materia: negozio di maioliche.

3) Calcare quasi puro o leggermente marnoso, compatto, a frattura concoide caratteristica, di colore molto chiaro fino a bianco-latte, contenente selce in noduli o letti. Rappresenta una facies litologica molto diffusa in Lombardia, prevalentemente riferibile al Titonico. In senso più ampio, per formazione della maiolica si intende quella compresa tra le formazioni del Rosso ad Aptici (Giura superiore) e della Scaglia variegata (Aptiano-Albiano).

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