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maledétti, poeti

gruppo di poeti per i quali la poesia costituisce una ricerca dell'assoluto e un rifiuto totale di compromessi con la società. Diventato un luogo comune romantico, il termine si confonde con quello di “satanico”, tendente a sottolineare soprattutto l'aspetto di rivolta insito nell'opera poetica. L'espressione è derivata dal titolo di una raccolta di saggi di Verlaine, Les poètes maudits (1884; I poeti maledetti), dedicata a poeti pressoché ignoti che la storia avrebbe collocato tra i precursori della poesia moderna: Corbière, Rimbaud, Mallarmé, Villiers de L'Isle-Adam. Verlaine parla di sé col nome anagrammatico di Pauvre Lélian.