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mercantilismo

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Lessico

sm. [da mercantile].

1) Mentalità o comportamento da mercante.

2) Denominazione data da A. Smith all'indirizzo di pensiero economico sviluppatosi dal sec. XVI al XVIII a opera soprattutto di mercanti e amministratori.

Economia

Generato storicamente, da una parte, dal processo di formazione degli Stati nazionali e, dall'altra, dal passaggio dal particolarismo dell'economia feudale al capitalismo mercantile, il mercantilismo fu soprattutto un insieme di dottrine di politica economica interventista, a carattere protezionistico, volte ad assicurare agli Stati potenza e ricchezza. Identificando la ricchezza nell'abbondanza di metalli preziosi (tanto che la corrente “bullionista” in seno al mercantilismo propugnava il divieto di esportare a qualsiasi titolo la moneta preziosa), i mercantilisti propugnavano la necessità di una bilancia commerciale attiva raggiungibile attraverso la difesa dalle importazioni e l'incoraggiamento delle esportazioni. Sostenevano, inoltre, quali fattori di espansione economica l'incremento demografico e un basso livello dei salari. Il mercantilismo trovò la sua espressione concreta in Inghilterra nella politica di Cromwell (in particolare nell'Atto di navigazione) e in Francia in quella di Colbert (colbertismo). I più significativi esponenti del mercantilismo furono gli inglesi G. Malynes, E. Misselden, Th. Mun, J. Child, Ch. Davenant e l'italiano A. Serra.

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