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mesodèrma

sm. (pl. -i) [sec. XIX; meso-+-derma].

1) In embriologia, uno dei tre foglietti embrionali, posto tra ectoderma ed endoderma, dal quale originano per successive fasi di sviluppo, quasi tutti i tessuti muscolari e connettivali, il sangue e l'apparato cardiovascolare, l'apparato urogenitale e il sistema linfatico. Il mesoderma, che si presenta come tessuto epiteliale (mesoepitelio), si segmenta in direzione cranio-caudale in metameri appaiati destro e sinistro (detti somiti) e, nell'embrione, viene a delimitare la cavità celomatica, nei confronti della quale può esser distinto in un foglietto esterno (o somatopleura) volto verso la parete del corpo e uno interno (splancnopleura) addossato alla parete dell'intestino.

2) In geologia, lo strato della crosta terrestre presente solo nelle aree continentali compreso tra la copertura sedimentaria esterna e il livello inferiore, a composizione simatica; è pertanto equivalente di sial.

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