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metaemoglobina o metemoglobina

sf. [da meta-+emoglobina]. Pigmento porfirinico, detto anche emiglobina o ferriemoglobina, che si forma nei globuli rossi per ossidazione dell'atomo di ferro dell'emoglobina, il quale passa dallo stato bivalente a quello trivalente. A differenza dell'emoglobina, la metaemoglobina non ha la capacità di combinarsi con l'ossigeno respiratorio per cui la sua presenza negli eritrociti riduce le possibilità di ossigenazione del sangue e dei tessuti. Una certa quantità di metaemoglobina si forma ordinariamente nel sangue umano, ma tale processo non ha significato patologico poiché è limitato e tenuto sotto controllo da alcuni meccanismi eritrocitari preposti al ripristino dell'emoglobina dal pigmento ossidato, che entrano in azione per intervento di complessi enzimatici. Grazie a questi meccanismi la percentuale di metaemoglobina nel sangue umano è mantenuta nell'ordine dell'1-2%. Tuttavia in varie situazioni patologiche o tossiche la metaemoglobina si accumula negli eritrociti a spese dell'emoglobina (metaemoglobinemia), determinando uno stato più o meno grave di anossia.

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