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metamorfismo (antropologia)

fenomeno per cui fra due tipi o gruppi umani diversi si stabilisce un processo di amalgamazione che dà luogo al formarsi di tipi intermedi. Ciò che distingue i tipi metamorfici dai meticci è la relativa costanza dei caratteri, tanto da non dar luogo a fenomeni di segregazione, cioè alla comparsa di tipi aberranti dalla media che ripetano la morfologia dei gruppi parentali. Il meccanismo che regola la comparsa di tipi metamorfici è probabilmente analogo a quello che ha portato alla formazione degli attuali gruppi umani, per cui si può attribuire il fenomeno alla selezione combinata con fatti di interazione genica. La selezione naturale elimina, infatti, riducendone la frequenza, alcuni geni che producono fenomeni aberranti e favorisce quei caratteri che si oppongono a manifestazioni troppo difformi dalla media, per cui i caratteri dominanti di una razza parentale risultano dominanti nelle prime generazioni meticce mentre tendono ad attenuarsi nei reincroci successivi. Da ciò risulta che nei fenomeni di metamorfismo è fondamentale il fattore tempo: occorre cioè che l'incontro tra tipi umani diversi duri a lungo; solo in questo modo vi è la possibilità che abbiano origine tipi metamorfici aventi caratteri stabili diversi da quelli dei tipi parentali. Non si può ancora spiegare la dinamica che ha portato agli attuali gruppi umani (europoide, negroide, mongoloide, ecc.), tuttavia esistono interessanti esempi di metamorfismo recente in quelle zone dove sono venuti a contatto tali gruppi umani. Un esempio abbastanza tipico è fornito dagli etiopidi, nei quali si assommano caratteri scheletrici prevalentemente europoidi con caratteri pigmentari prevalentemente negroidi. Resti scheletrici trovati nel Kenya e in Tanzania hanno dimostrato che già parecchi millenni orsono la regione era abitata da uomini con costituzione scheletrica di tipo pre-europoide. Non si può dire niente del colore della pelle di queste popolazioni, ma non è necessario ammettere che avessero fin dall'origine la pelle scura. È infatti certo che queste popolazioni dovettero avere contatti con gruppi negroidi, come pure è certo che i geni della pigmentazione dovevano essere favoriti dalla selezione ambientale; lo stesso si potrebbe dire dei geni che regolavano alcune caratteristiche dello scheletro che potevano rivelarsi vantaggiose nell'ambiente montagnoso abitato dagli etiopidi. Anche i capelli crespi e piuttosto lunghi sembrano denotare un'origine ibrida: l'intensità della spiralizzazione è infatti minore di quella caratteristica dei negroidi, mentre la lunghezza dei capelli è maggiore. Altri tipi di origine metamorfica recente sono gli indonesiani, i malgasci, i polinesiani, i turco-tatari, ecc. Gli studi sul metamorfismo hanno comunque posto in discussione le vecchie ipotesi sull'origine delle “razze” umane, in quanto il metamorfismo ancora in atto in varie parti del mondo, unito alla scoperta di resti ossei problematici e alla presenza di gruppi residuali umani di antica origine (che ha indotto a coniare i termini pre-europoidi, pre-mongoloidi, ecc.), pregiudica la validità di considerare “razze stabili” quelle che in definitiva potrebbero essere gruppi metamorfici di varietà appartenenti a una sola razza umana.