millefióri

sm. e agg. inv. [sec. XIX; mille+pl. di fiore].

1) Liquore ricavato dall'essenza di vari fiori distillati.

2) Tecnica dell'arte vetraria consistente nell'inserire in una massa di vetro trasparente verghette o elementi vitrei policromi disposti in modo da realizzare un prefissato motivo decorativo. Se ne conservano esemplari molto belli di produzione alessandrina (sec. I d. C.) al Museo Greco-Romano di Torino e al Museo Civico di Adria. La tecnica fu ripresa a Murano nel sec. XIX (esemplari al Museo Vetrario di Murano).

3) Tipo di decorazione di alcuni arazzi fiamminghi (in particolare bruxellesi) dei sec. XIV-XV, in cui il fondo è uniformemente disseminato di piante fiorite. Le figure umane, inserite dapprima saltuariamente, divennero nel Quattrocento sempre più importanti, svolgendo una narrazione (serie della Dama del Liocorno, Parigi, Museo di Cluny).

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