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mio

agg. e pron. possessivo di prima pers. sing. (pl. mièi; f. mia, pl. mie) [sec. XIII; dal latino meus].

1) Agg., di me, che appartiene a me; indica possesso, proprietà: la mia casa; la mia cravatta; i miei libri. Per estens., indica appartenenza, attinenza alla propria persona fisica o spirituale: il mio cuore, la mia voce; le mie idee, le mie speranze. Detto, fatto, scritto da me: le mie parole; le mie osservazioni; il mio lavoro. Che mi è abituale, consueto: la mia passeggiata serale, i miei quotidiani fastidi. Esprime relazione più o meno stretta di parentela, amicizia, dipendenza e simili: mio padre, i miei compagni; la mia sarta, i miei clienti; la mia patria. Con valore di genitivo oggettivo o soggettivo: fallo per amor mio, per l'amore che mi porti; al mio arrivo, quando arrivo, arrivai, ecc. Si pospone in genere al sostantivo nelle esclamazioni e nelle invocazioni (mamma mia!, Dio mio!), nei vocativi affettuosi (amore mio, figlio mio) e in espressioni di formale benevolenza (ragazzo mio, non è così che si fa), o quando si vuole mettere in risalto il concetto di proprietà e distinzione (questa è casa mia e perciò faccio a modo mio).

2) Pron., con lo stesso senso, riferito a un nome sottinteso, espresso in precedenza o intuibile dal contesto: hai opinioni completamente diverse dalle mie; spero che questa mia (lettera) ti trovi bene; voglio dire la mia (idea, opinione); sta, è dalla mia (parte); anch'io ho avuto le mie (disgrazie, disavventure); ne ho detta, combinata una delle mie (sciocchezze, stupidaggini); i miei, genitori, parenti, seguaci e simili.

3) Con valore di sm., ciò che mi appartiene (in particolare, i beni, il patrimonio): vivo del mio; pretendo solo il mio, quanto mi spetta.