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mira

sf. [sec. XIV; da mirare].

1) Propr., operazione di puntamento consistente nella collimazione dei punti di mira di un'arma da fuoco con il bersaglio allo scopo di dirigere i colpi sul bersaglio stesso. I punti di mira sono in genere il mirino e la tacca di mira o l'alzo, ma possono essere sostituiti da un congegno ottico a cannocchiale o, per le artiglierie, da altri dispositivi di puntamento basati sul radar e sul laser. Nell'uso comune, atto, modo e capacità di mirare per cogliere un bersaglio: prendere la mira, mirare; mettersi in posizione di mira; aggiustare la mira; avere una mira infallibile; tenere qualcuno sotto mira, tenergli un'arma puntata contro. Fig.: prendere di miraqualcuno, perseguitarlo, tormentarlo, non lasciarlo in pace, tenerlo continuamente sott'occhio; antiq.: porre la mira su una persona o una cosa, far dei piani su di essa, farla oggetto dei propri interessi.

2) Per estensione, il bersaglio stesso, l'oggetto a cui si mira: cogliere la mira. Fig., scopo, meta, intenzione: la sua unica mira sono i soldi; avere di miraqualche cosa, averla come scopo, tendere, aspirare a essa; dirigere in alto la propria mira, avere aspirazioni ambiziose. Al pl., disegni, progetti per lo più disonesti: mire segrete, poco chiare; non conosco le sue mire.

3) Nell'osservazione delle indicazioni di uno strumento di misura che comporta il movimento di un indice su una scala graduata, linea di mira, retta perpendicolare alla scala passante per l'estremità dell'indice.

4) In topografia, apparato che serve per individuare punti sul terreno ai fini delle osservazioni di triangolazione. I requisiti richiesti a una mira sono la forma, che deve essere regolare per evitare errori nelle collimazioni, le dimensioni e il colore, per essere visibile a distanza oltre che una solidità e inamovibilità sicure. L'esperienza dimostra che il colore migliore di una mira è il nero quando si staglia sul cielo e il bianco quando si proietta sul terreno. L'elioscopio è una particolare mira che consente la collimazione nel caso di lunghe visuali. Nella livellazione la mira è costituita generalmente dalla stadia.

5) In fotografia si chiama mira ottica un disegno contenente gruppi di linee parallele, alternativamente bianche e nere, di spessore progressivamente decrescente secondo il rapporto . Le mire ottiche sono impiegate per misurare il potere risolvente di un obiettivo o di un'emulsione: un certo numero di queste mire, applicato secondo uno schema unificato su di un tabellone, viene fotografato in condizioni standard con l'obiettivo in prova; il negativo viene poi esaminato al microscopio, e si valuta quale gruppo abbia le sue linee ancora chiaramente identificabili, sia al centro che ai bordi, o nelle posizioni intermedie del fotogramma.